Manifest

FUTURE MEANS

La scelta non è tra futuro e passato. La scelta è tra tempo e nulla. Se si sceglie il tempo, si racconta. Se si sceglie il nulla, si tace per sempre.
Perché raccontare significa innanzitutto contare: mettere in fila gli eventi, dividere gli istanti in un prima e in un dopo, dare un senso al caos dell’esperienza su questa terra informe.

La Storia inizia con la prima parola scritta, e finirà con un foglio bianco.
La Storia inizia cioè con l’ambizione che differenzia la nostra specie da tutte le altre: durare al di là di noi stessi. La scrittura è un al di là in formato alfanumerico.

La Storia, un coro sussurrato di penne che cantano il tempo su pagine e fogli, un antico balletto di lettere diretto dalla punteggiatura: parole che si bloccano per una domanda e poi ripartono con la rinnovata sicurezza di una maiuscola, parole che indugiano per una virgola, parole che dopo un accapo si buttano nell’abisso del loro domani.

Dal 1774 Pineider fornisce all’uomo gli strumenti per creare la Storia. Strumenti di scrittura e pelletteria servono per salvaguardare il passato, perché senza la rincorsa del ricordo non si può saltare verso la scommessa del futuro. Nell’era digitale, oggi che i testi possono essere riprodotti all’infinito e vagare illimitatamente nel cyberspazio, carta e penna preservano la fragile bellezza di tutto ciò che invece non è replicabile.